Il trattamento per il bambino
Il mio trattamento nasce dallo studio del tessuto connettivo abbinato alle moderne scoperte nel campo delle neuroscienze e degli automatismi fisiologici del nostro corpo come la respirazione e la deglutizione. Il tessuto connettivo è una sistema complesso composto da più elementi presente in tutto il corpo, che dovrebbe garantire il giusto scivolamento e il mantenimento della posizione di ossa, muscoli e articolazioni.
Per questo motivo tale tessuto tende ad organizzarsi per adattarsi alle forze interne ed esterne a cui è sottoposto il nostro organismo. In pratica il tessuto connettivo “registra” i traumi fisici ed emozionali subiti dalla persona col passare degli anni e opera al fine di garantire la nostra sopravvivenza.
Quest’azione compensativa può, con il passare degli anni e con l’accumularsi di eventi traumatici di natura fisica ed emozionale, aumentare la sua densità, limitando il movimento articolare e condizionando fortemente la postura.
Nel bambino in particolare, fin dalle prime fasi di vita il tessuto connettivo si organizza per consentire le funzioni vitali principali quali la respirazione, la deglutizione e la digestione.
Quando queste tre funzioni, per motivi diversi, non avvengono in maniera fisiologica (ad esempio il piccolo respira dalla bocca invece che correttamente dal naso), la muscolatura mantenuta in tensione e stress irrigidirà il tessuto connettivo e lo strutturerà per favorire una funzione non fisiologica, cioè il respiro dalla bocca.
Tutto ciò, se mantenuto a lungo, condizionerà lo sviluppo del cranio e della mandibola del bambino, provocando problemi di varia natura e complessità negli anni a venire.
Proprio per questa ragione il mio trattamento agisce, nei confronti dei piccoli, i chiave preventiva.
Cosa aiuta a risolvere
- Laringite, raffreddore, influenze frequenti
- problemi di respirazione e russamento
- otiti e mal di testa ricorrenti
- deglutizione non fisiologica
- problemi di natura ortodontica e posturale
- difficoltà di concentrazione e nello studio
- affaticamento cronico e spossatezza
- sonno disturbato
- dolori di natura temporo-mandibolare
- rumori durante la masticazione
- difficoltà lettura-scrittura
- iperattività
- lavoro sull’integrazione dei riflessi
Età
Il trattamento è rivolto sia al neonato che al bambino e all’adolescente.
Riflessi primitivi e possibili correlazioni con DSA e ADHD
I riflessi primitivi sono risposte motorie riflesse presenti nel bebè già alla nascita.
Essi vengono valutati dal pediatra e la loro presenza è segno di un buon sviluppo del sistema nervoso del neonato.
La caratteristica del riflesso primitivo è l’impossibilità da parte del bebè di controllare il riflesso stesso e quindi di modularlo in intensità o bloccarlo.
Un esempio di riflesso facilmente osservabile è quello definito Palmo Mentoniero. Se al neonato viene esercitata una pressione sul palmo della mano questa genererà immediatamente la chiusura della mano e la contemporanea apertura della bocca.
Durante lo sviluppo del bambino nei mesi che seguono la nascita i riflessi primitivi dovrebbero integrarsi. Possiamo semplificare il termine integrarsi con la parola “scomparire”.
Nel cervello sono presenti, già alla nascita, diverse strutture anatomiche che non sono ancora in connessione tra loro oppure lo sono solo parzialmente.
Il completamento delle connessioni tra tutte le strutture cerebrali dipende da diversi fattori, afferenze e stimolazioni tattili e sensoriali che il bambino riceve e sperimenta durante la sua crescita. Quindi stimoli ed esplorazione dello spazio in autonomia garantiscono un buon sviluppo del sistema nervoso e l’integrazione (scomparsa) di questi riflessi. Quando, per diversi motivi, questi, non sono stati sufficienti, il riflesso primitivo non è integrato e si manifesterà nello svolgimento delle attività della vita quotidiana.
Nel caso precedente del riflesso palmo mentoniero, se esso è ancora presente nel bambino/ragazzo in età scolare, si potrà osservare durante l’atto di scrivere, un movimento associato della bocca e della lingua tra le labbra che sembra seguire quello della mano; il movimento è molto evidente in compiti di precisione come l’utilizzo delle forbici.
Inoltre il ragazzo manifesterà una precoce affaticabilità nello scrivere in quanto il riflesso presente creerà crampi ed indolenzimento rendendo la calligrafia disordinata e imprecisa.
Il saper riconoscere la presenza dei riflessi primitivi non ancora integrati si dimostra di fondamentale importanza in quei ragazzi che presentano disturbi specifici dell’apprendimento e sindromi da deficit di attenzione ed iperattività.
In questo caso il riflesso primitivo non integrato, potrà generare un disturbo al sistema nervoso e la parte del cervello definita corteccia, che provvede alle funzioni esecutive superiori (lettura, scrittura, capacità di calcolo matematico), si dovrà “sostituire” al funzionamento di quelle strutture cerebrali che non sono state sufficientemente sviluppate per “controllare” eventuali movimenti riflessi.
Il tutto avviene a discapito della capacità d’apprendimento con difficoltà a mantenere a lungo l’attenzione sui compiti cognitivi proposti.
La valutazione dei riflessi primitivi non integrati da parte del terapista permette di individuare di quali stimoli sensoriali sono utili per l’integrazione e di proporli in seduta ma anche di trovare assieme al ragazzo ed alla famiglia ed ai docenti strategie utili all’integrazione stessa.
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